Codice dei contratti e Cooperative integrate

Raccontiamo oggi una bella storia Goriziana con l’auspicio che possa diventare una buona pratica da imitare in tutto il territorio nazionale.

La cooperativa sociale Arcobaleno di Gorizia è impegnata da decenni nei servizi di spazzamento stradale della città di Gorizia e della capitale italiana dell’industria delle grandi navi da crociera, Monfalcone. In tal modo ha potuto specializzarsi nei servizi di igiene urbana, in partnership con le aziende multiservizi pubbliche del territorio, potenziando la tradizionale offerta di servizi nel campo dei servizi di pulizia.

Con la costituzione di ISA (Isontina Ambiente), multiutility pubblica che offre i suoi servizi ambientali ai comuni dell’ex Provincia di Gorizia e ad alcuni del Triestino, si è manifestato un salto di qualità nelle politiche ambientali del territorio. Sia nello specifico, con un orientamento principalmente volto alla raccolta differenziata dei rifiuti ed alle attività di riciclo attente all’ambiente, sia – riconoscendo il buon livello qualitativo espresso dalla cooperazione sociale – attraverso un’attenzione importante alle problematiche dell’inclusione sociale attraverso il lavoro.

La Direzione di ISA ha proposto all’assemblea dei sindaci, ricevendone pieno mandato, l’applicazione dell’articolo 112 del nuovo Codice degli Appalti (decreto legislativo 50/2016). Norma che, «fatte salve le disposizioni vigenti in materia di cooperative sociali e di imprese sociali», prevede che «le stazioni appaltanti possono riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e a quelle di concessione o possono riservarne l’esecuzione ad operatori economici e a cooperative sociali e loro consorzi il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate o possono riservarne l’esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30 per cento dei lavoratori dei suddetti operatori economici sia composto da lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati»

Si tratta di una norma  che ha recepito a livello europeo l’esperienza friulgiuliana ed italiana nata proprio tra Gorizia e Trieste negli anni ’60 e ’70. Invertendo definitivamente l’orientamento dell’UE che, negli anni ’90, aveva fatto modificare la legge italiana (381/1991) restringendone allora gli effetti appaltistici solo al di sotto delle “soglie comunitarie”, cioè agli appalti inferiori a circa 200.000 euro.

Invece, con la nuova legge, si è riaperta la possibilità di utilizzare lo strumento dell’affidamento riservato anche sopra quella soglia. Non a caso la procedura indetta da ISA per il servizio di spazzamento stradale delle due principali città isontine riguarda un valore di oltre 7 milioni e mezzo di euro per 6 anni di servizio.

Si è data così ragione, infine, alle sperimentazioni nate dall’équipe basagliana e tradotte nelle prime disposizioni giuridiche italiane ed europee in materia appaltistica, anche in questo caso riconosciute per legge nel 1985 in Friuli Venezia Giulia.

 

Leggi l’art.112